domenica 14 aprile 2013

Opere d'arte: originali, copie e falsi

Il problema dell'individuazione dell'originalità è differente se parliamo di opere antiche e moderne, se parliamo di opere proveniente da una arte o da un'altra.
L'originale è dell'artista ma la copia? Il falso? Anche lo stesso artista può proporre una copia o in estremo un falso, vedendo il successo dell'originale. Quest'ultimo traina il successo di copie e falsi e questi il successo dell'originale.
I fenomeni alla base di questa affermazioni non sono così espliciti. Un'artista attraverso la creatività produce un'opera unica, a questo punto se l'opera assume valore egli stesso a motivo di riproporre altri prodotti con la stessa creatività. Logicamente l'innovazione non è nel dipinto, nella statua ma nella loro tecnica, nel soggetto, nello stile. Un esempio attuale è il cantante che quando vede affermarsi una sua canzone ne produce altre con lo stesso stile. Non si parla proprio di copia nel senso materiale del bene, ma di copia dello stile. Quest'ultima è anche essa sottoposta a situazioni giuridiche. Oggigiorno parliamo di plagio. Certo è più evidente una copia di un dipinto, la fotocopia di un libro o di un cd originale.
Tornando al fenomeno di copia del proprio stile, nulla si può obiettare allo stesso artista, ma se è un altro il soggetto che produce "alla maniera di" oppure "l'omaggio a"? Il soggetto "falsificatore" si pone diversamente a seconda del suo scopo. Tutti noi abbiamo riprodotto a scuola un dipinto ma lo facevamo per affinare la tecnica e studiarla. E così fu anche nel passato. Si copiavano dipinti per mostrare la propria bravura e affianre la tecnica. Ma fin tanto che la copia differisce dall'originale i due bene d'arte sono ancora distinguibili. E se invece non fossero più distinguibili? Beh una copia potrebbe essere venduta a minore prezzo, mentre un falso spesso nasce con l'intenzione di spuntare il prezzo più alto. In entrambi i casi coloro che non possono permettersi l'originale riescono ad acquistare una copia o un falso.
Certo stiamo parlando di bene d'arte prodotti per essere unici, ma se questo bene è stato prodotto volutamente per essere riprodotto? Libri, cd, stampe questi sono gli esempi moderni, ma anche nel passato poteva essere scolpito un soggetto per poi riprodurlo. Allora parliamo di copie originali. Anche in tal caso una copia (spesso illegale per questi beni) ha un prezzo ridotto e spesso differisce dall'originale. Una fotocopia di un libro per costare poco non è certo lavorata come il libro orginale, una copia di un cd non ha la stessa confenzione nè libretto inclusi nel'originale. Però costano di meno e ciò permette a molte più persone di acquistare il bene (sono sempre meno rari i casi in cui lo stesso autore si immette nel mercato delle copie cercando di massimizzare i profitti).
Non parliamo di legalità o mezzi per difendersi (non ancora) ma parliamo del contributo della copia. La copia aumenta il prestigio dell'originale e contribuisce ad affinare i gusti. In molte case si possono trovare copie di Picasso o di Van Gogh ma certamente sappiamo che non sono gli originali. Eppure nel vederli o nel possederli pensiamo "devo andare a vedere l'originale". E così aumenta il prestigio e succesivamente aumentano i visitatori, i turisti. Inoltre possedere una copia consiste in una soddisfazione del bisogno d'arte. Questo cresce, evolve e noi saremmo sempre più sensibili all'arte. Una copia crea un effetto di assuefazione all'arte.
Spesso una copia è doverosa per beni antichi. Ne è il caso del David di Michelangelo. QUello esposto all'esterno è una copia e serve per evitare che l'originale deperisca, originale che è possibile vedere. La copia in questo caso difende l'originale e decongestiona il traffico di visitatori per l'opera originale.
Quindi il consumo della copia non è necessariamente sostitutivo al consumo dell'originale.
Un'esternalità negativa è l'aumento dell'incertezza informativa. Più la copia è simile all'originale più è difficile stabilire l'autenticità.
Ma il falsario perchè decide di falsificare un bene o un altro? Non è tanto ovvio. Direi che dipende essenzialmente dalla "abilità del falsario". C'è differenza a falsificare un dipinto dell'800 o a falsificare un cd di un cantante moderno? Certamente. Alcune falsificazioni sono più facili di altre perchè le conoscenze tecniche e i materiali per la produzione sono più accessibili, ma non è detto che siano più profittevoli rispetto ad altre.
Di fatti le opere moderne sono più facilmente replicabili, non di meno sono opere create con l'intento di venderne le copie originali. In questi casi parliamo di pirateria, analogia con il mestiere del pirata che "rubava e depredava". Un comportamento di pirateria diminuisce la quota di mercato degli originali, ma un falso di un dipinto diminuisce di poco il valore dell'originale.
Infatti produrre un falso di un dipinto o di una scultura può essere un processo sempre più lento più aumenta in grado di fedeltà che il falsario applica al falso. E spesso il falso viene venduti a prezzi molto più alti, più profittevoli senza ricorrere a strategia di economie di scala, tipico della pirateria.
Il falsario potrebbe creare più falsi ma deve utilizzare tecniche veloci di riproduzione. Ma queste tecniche sono attuali, moderne, rispetto a opere d'arte passate. Queste appunto perchè fatte nel passato sono state soggette al tempo con importanti effetti fisici, chimici che ne attestano l'originalità. Effetti rilevabili con datazione con isotopi radioattivi, luce ultravioletta di Wood, irraggiamento con particelle subatomiche, l'analisi della craquelure (delle crepe delle vernici). Senza escludere l'analisi dello stile che evidenzia delle incongruenze. Ebbene un falsario dovrebbe attuare una particolare tecnica, più lenta e più laboriosa per permettere al suo falso di superare queste analisi. Direi che è impossibile perchè non profittevole.
Oggi giorno le opere sono innovative per lo più per il contenuto concettuale. E questa loro caratteristica le rende più facilmente contraffabili.
Certamente l'originale ha una aurea unica. E quella che dà il prestigio all'opera. Oggi si può rendere un'opera moderna più unica rispetto alle sue copie con atmosfere date da concerti dal vivo, mostre e eventi la cui riproducibilità diventa molto più difficile. E sono perno del turismo.
Ma prima di concludere voglio ricordare che il falso, la copia risale sin dalle prime civiltà. I Romani copiavano le sculture Greche. Ebbene oggi trovare una scultura Greca è difficile e fortunatamente le copie Romane ci ricordano le abilità e la bellezza dei Greci. Un esempio è il Doriforo al museo archeologico nazionale a Napoli. Non voglio dire che una copia sia bene. Essa lo è quando è definita copia ed è alla portata di tutti (non per forza deve essere venduta, rubando quote di mercato). Una copia può rafforzare o ricordarci il merito dell'originale. fare una copia può essere una tecnica per migliorare le proprie abilità artistiche, ma venderla per originale è sbagliato, per rispetto dell'autore. Se l'intento è quello di aumentare la considerazione dell'arte allora la copia è valida, ma non può essere venduta a prezzi esorbitanti. Solo l'originale ne ha diritto!

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