venerdì 23 novembre 2012

Focus : alcuni materiali tessili di epoche appena passate - il Rayon

Beh la storia del Rayon è particolare.
Nasce nel 1855 come seta artificiale, o meglio una fibra semi-sintetica di cellulosa. Ma non ebbe successo. Se non dopo un esperimento con gli scarti scoprendo che le fibre tagliate in un determinato modo dessero fibre corte.
Oltre ad essere leggero assorbe bene anche l'acqua.
Dalle fibre corte si ha il fiocco, un tessuto morbido.

Ecco la peculiarità del Rayon che essendo sintetico aveva anche la possibilità di diventare morbido come la seta o la lana.
Tipico delle maglie sportive negli anni '30

Focus : alcuni materiali tessili di epoche appena passate - Le tele cerate

La tela cerata è un tessuto, ad armatura tela e riduzione fitta, impregnato per renderlo impermeabile. I tessuti utilizzati sono realizzati in cotone, lino, canapa o altri filati naturali che riescono ad assorbire nelle loro fibre i prodotti impermeabilizzanti. I materiali utilizzati per ottenere l'impermeabilizzazione sono: la cera, il catrame e l'olio, principalmente di lino. Oggi l'impermeabilizzazione si ottiene anche con gomma, silicone e altri prodotti chimici.
Queste sono le informazione che potete trovare da wikipedia. Ma sappiate che non parliamo solo della classica cerata, tipica veste gialla antivento e antipioggia indosso a marinai.
Il cotone cerato per esempio è stato usato anche da motociclisti negli anni 60. Un'azienda che produsse stupende giacche ( a me piacciono ) fu la BELSTAFF producendo il modello TRIALMASTER. Questa che vedete non ha la particolare tasca asimettrica in alto a sinistra che un tempo era un segno distintivo delle giacche da motociclista 
Chi portava una Belstaff Trialmaster?
Il campione di TrialSammy Miller di cui vi rimandiamo il link di wiki

http://en.wikipedia.org/wiki/Sammy_Miller

Focus : alcuni materiali tessili di epoche appena passate - il Grefnfell

Oggi giorno esistono innumerevoli materiali per tessere i nostri indumenti oltre i più famosi : cotone, lana e acrilico.
Non voglio elencare di certo i materiali attuali ma quelli che negli anni passati erano innovativi, ma sopratutto per quali capi furono utilizzati.
Il Grenfell fu inventato attorno agli anni '20-'30 da parte Walter Haythornthwaite.
E non lo fece per lui (seppur i profitti andavano nelle sue tasche), ma fu fatto per un pioniere medico, Mr Wilfred Thomasen Grenfell, a cui è evidente fu dedicato il tessuto.
In breve il tessuto era innovativo per le sue caratteristiche di impermeabilità, leggerezza e sopratutto era traspirante, richieste che Mr Grenfell cercava in alcuni capi per le sue avventure pioneristiche in luoghi ostili.
Chi usò il Grenfell?
Anche Amelia Earhart, prima aviatrice donna, il contrammiraglio Richard Byrd, durante il suo volo sopra al Polo Sud 1931, passando anche tra le mani di Charles Kingsford-Smith che attraverso il Pacifico, e anche indossato dai traversatori dell'Atlantico i fratelli Mollison.
Più avanti anche Malcom e Donald Campbell chiesero indumenti di Grenfell per i loro tentativi di superare i record di velocità su terra e acqua.

Da wikipedia alcune informazioni su Mr Grenfell
http://en.wikipedia.org/wiki/Wilfred_Grenfell

Grenfell Cloth was a close-woven cotton twill material used to make outdoor clothing from its creation in 1923 until the late 20th century. It was named for Sir Wilfred Grenfell, a medical missionary in Newfoundland. He asked for a waterproof cloth to be woven to protect himself from the wet and cold weather he encountered in his travels.

lunedì 12 novembre 2012

Il giusto mercato : il collezionista

Il problema più grande per un oggetto, per capirne il valore è essenzialmente questo.
Se un oggetto vi piace e ve lo tenete in fin dei conti non ha un valore, perchè non avete intenzione di venderlo, quindi non vedo perchè porsi un problema del genere.
Ma se piuttosto voi volete venderlo o acquistarne uno vi domanderete quale sia il suo reale valore.
Se vendete valutate che il miglior mercato è quello che chiede.
Un mercato che chiede è qeullo giusto e per gli oggetti il mercato migliore è il collezionista.
Se trovate un collezionista esso è disposto a pagare il giusto valore (sempre rispetto alle sue disponibilità e al suo senso critico). Se non c'è un collezionista allora vi troverete di fronte un classico mercato comandato dai soldi. Se gli acquirenti hanno soldi a disposizione essi acquistaranno (lasciando necessario che siano interessati all'oggetto), altrimenti siate umili, in fin dei conti se volete vendere è perchè non vi serve e volete guadagnarci. Quindi se superate la cifra pagata per avere l'oggetto e salvo le condizioni dell'oggetto già si parla di guadagno. Certo se ci volete mangiare con un lavoro di compravendita beh allora ci vuole un bel pò di conoscenze e pratica. In tal caso In bocca al lupo.
Se siete degli umili acquirenti, bisogna capire che il venditore vuole guadarci, ma è anche vero che non è peccato trattare i prezzi. Proponetevi. E sopratutto cercate e domandate perchè se gli acquirenti sono invisibili, il mercato è invisibile e il venditore andrà via e con esso l'oggetto.

E ora vi chiedo. Ci sono venditori o acquirenti?!?!? Di cosa????

domenica 11 novembre 2012

Segreti o verità. Consigliare o tenere allo scuro.

Mi ponevo una domanda.
Ma è giusto informare tutti sulla rarità di un pezzo o sarebbe meglio oscurare la notizia in modo da approfitarne???
Oscurando una notizia o un'informazione su un oggetto avrei la possibilità di poter essere l'unico ad acquistarlo.
Ma è anche vero che se ho intenzione che una persona abbia piacere a vedere ciò che vedo io, sia da collezionista o da venditore, è meglio dare quante più informazioni possibili in modo che egli possa capire di cosa sono in possesso.
è vero che poi aumentano i possibili competitori negli acquisti, ma è anche vero che se molti vengono a conoscenza del valore di un oggetto ci saranno più persone interessate e se voglio vendere a me conviene, se voglio essere un collenzionista acquisto fama, dato che posseggo certi oggetti.
Allora credo sia giusto informare.
A tal proposito vi elenco qualche sito interessante. Ci si trovano tante informazioni, sopratutto storia e da qui inizia meglio a capire gli Oggetti

http://www.storiadellafotografia.it/il-nostro-progetto/ Macchine fotografiche e la storia

http://www.asscotennis.it/archivio/risultati-dasta/ Sito collezionisti di attrezzature tennistiche

giovedì 8 novembre 2012

Cosa rende un oggetto prezioso, da collezionismo?

Non conosco quali sono gli studiosi, se ne esistono, che abbiano trattato quali possono essere i fattori che rendono un oggetto raro, da collezionare, che abbia valore.
IO mi permetto di dire la mia.
Le premesse da cui traggo questa mia idea, sono per lo più vicarie, cioè guardando le esperienze altrui. E aggiungo anche qualche informazione che ho appreso leggendo.
DIREI CHE UN OGGETTO HA VALORE IN Sè, E QUESTO SUO VALORE VARIA DA SOGGETTO A SOGGETTO.
QUINDI BASTA TROVARE LA PERSONA GIUSTA.
Non dico che un oggetto senza valore può essere venduto ad uno stupido perchè non capisce. è possibile ma non è un caso che mi interessa. Ma ci sono persone che comprendono il valore di un oggetto perchè per loro quell'oggetto ha significato di essere.
INOLTRE UN ALTRO FATTORE è CERTAMENTE LA STORIA SIA DELL'OGGETTO SIA DEL MONDO DA CUI L'OGGETTO è PARTORITO.
INFINE ANCHE LA MANIFUTTURA DELL'OGGETTO HA UN BEL PESO NELLA SUA VALUTAZIONE. CHE ESSA SIA OTTIMA O RICCA DI STURIA è UN FATTORE IMPORTANTE.
Da questi 3 fattori possiamo avere un oggetto unico, raro perchè la scelta del creatore è stata di farne pochi o perchè in quel periodo è accaduto che pochi di quegli oggetti furuno costruiti, o oggetti la cui popolarità è alta e che vengono molto ricercati.
Posso concludere dicendoche un oggetto ha valore sempre, ha un grande valore se caratteristiche particolari, ha un enorme valore per il giusto collezionista.